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Storia > della danza a cura di Walter Venditti
I Medici in Firenze, gli Sforza a Milano, i Gonzaga a Mantova
È entusiasmante leggere le varie cronache di feste, di balletti organizzati in Italia e in Europa per onorare questo o quel principe o ambasciatore, per matrimoni e feste religiose eccetera.
È entusiasmante leggere le varie cronache di feste, di balletti organizzati in Italia e in Europa per onorare questo o quel principe o ambasciatore, per matrimoni e feste religiose eccetera. Dovevano essere manifestazioni grandiose alle quali tutti prendevano parte.
Oggi si parlerebbe di teatro totale: tutti vi erano coinvolti, dal popolo ai principi, compresi i massimi artisti presenti che con il loro estro venivano chiamati a creare soggetti, macchinari, costumi e scenografie. Questo a corona del balletto e della danza.
I Medici in Firenze, gli Sforza a Milano, i Gonzaga a Mantova e i vari Signori di tante altre città italiane facevano a gara nel realizzare balletti e spettacoli sempre alla ricerca di cose nuove, di nuovi marchingegni, di nuove scenografie e realizzazioni oggi impensabili perché erano veri capolavori d’ingegneria. Abbiamo già accennato che anche Leonardo fu coinvolto nella realizzazione di spettacoli in Milano.
Ciò che ci rattrista è che non sia lo stesso Leonardo a parlarcene, lui che annotava tutto. Forse lo avrà anche fatto, ma il suo scritto sarà andato perduto come tante altre sue annotazioni.
Neppure negli ultimi codici ritrovati alcuni anni fa a Madrid (Codici di Madrid) se ne fa cenno.
Questa forma di spettacolo rimase di moda per oltre un secolo. La sua funzione era quella d’incantare il pubblico e il popolo con la spettacolosa grandiosità.
Abbiamo accennato alle feste che gli Sforza allestivano nel loro castello e a feste che nella stessa città di Milano si tenevano in occasione delle solennità religiose.
Nei giorni di queste festività si organizzavano processioni con grande partecipazione del popo1o e della nobiltà che in maschera si mescolava ai partecipanti; nel suo percorso, la processione aveva tappe stabilite ove venivano recitate scene ed eseguite danze con allegorie mitologiche e letterarie. Delle feste che gli Sforza allestirono nel loro castello, la più sfarzosa e grandiosa è quella che il grande Leonardo, su ordine di Ludovico il Moro, in occasione delle nozze con Isabella d’Este, mise in scena con il titolo Il Paradiso. Il grande maestro ne disegnò le scene, i macchinari e i costumi: alcuni di questi disegni oggi fanno parte della collezione Windsor.
Di questa festa un anonimo cronista dell’epoca ci lascia una descrizione molto bella e particolareggiata in ogni suo dettaglio con la descrizione di ogni personaggio, del suo ruolo e del suo intervento alle danze, dei suoi movimenti e del suo "contorno" (il corpo da ballo).
Questo manoscritto trovasi nella Biblioteca Estense di Modena: per far piacere al lettore ne riportiamo una parte. In tale festa quattro coppie eseguirono mascherate quattro danze napoletane, quattro spagnole e quattro polacche, turche e francesi, terminando con un gran finale di grande effetto.
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