Scuola di Danza Walter Venditti sede del Complesso del Balletto Ambrosiano


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Storia > della danza a cura di Walter Venditti > Danze-Balli-Balletti



RIGAUDON (RIGADQQN)

Danza vivace, originaria della Provenza e della Linguadoca che sembra risalire e aver il periodo di maggior popolarità al tempo di Luigi XIII (prima metà del 17° secolo). Quanto all'etimologia, Rousseau pensa che il nome della danza sia derivato da quello dell'inventore, altri dalla parola RIG.La danza in questione fu molto popolare in Inghilterra) e significa scherzo chiassoso.La musica del Rigaudon è in 2/4 e consiste in tre parti di cui la terza è brevissima. Il numero di battute è ineguale e la musica generalmente comincia sul terzo o sull'ultimo quarto della battuta. Secondo alcuni, il Rigaudon fu ideato da un maestro di ballo provenzale di nome Rigaud; altri ritengono che l'autore sia sempre di nome Rigaud ma che invece era maestro di ballo di Anna d'Austria.Come passi esso si danza sul posto, senza avanzare né indietreggiare: si esegue una volta, si piegano le ginocchia, si fa relevé e un salto.Il Rigaudon si batte in due tempi, su un movimento allegro ed è diviso in due parti di cui la seconda è in tono minore e fa parte di un trio.In epoca recente, Ravel volle rendere omaggio alla memoria di un grande autore e scrisse il Tombeau de Couperin: i Couperin erano tre fratelli ma il più famoso fu questo a cui fu dedicato il Tombeau con un ritorno alla musica antica francese.I sei brani che compongono questa sui-te sono: Preludio, Fuga, Furlana, Rigaudon, Minuetto e Toccata.



BURREÉ

Antica danza francese come il Rigaudon, movimento allegro in 4/4. Secondo Rousseau essa è originaria dell'Alvernia, secondo altri viene dalla Biscaglia. Certo essa era già conosciuta sin dalla fine del XVI secolo.È molto probabile che provenga dall'Alvernia per il fatto ché essa è la danza nazionale di tale regione della Francia.Essa ha qualche analogia con il Branle e con il Rigaudon. Il compositore che ha scritto le più belle Bourrées e che le ha introdotte in teatro fu JeanJoseph Mouret per gli intrattenimenti della duchessa del Maine, le famose "Notti del castello di Sceaux".I musicisti della prima metà del XVIII secolo e lo stesso Lulli, ricorsero qualche volta a delle arie di danza che avevano tutto il carattere della Bourrée. Questa forma musicale la troviamo frequentemente nella musica di Bach e precisamente nelle Suites. Emmanuel Chabrier verso la fine dell'Ottocento compose la sua celebre Bourrée Fantasque (1891).

LA CANARIA


fu molto in voga al tempo di Luigi XIV. In 3/4 o 6/8 è una specie di Giga in un movimento più moderato.La Canaria, o come comunemente la chiamavano, "le Canarie" o "le Canarine", è una danza molto vivace ed èben danzata da coloro che nel medesimo tempo praticano le altre danze quali la Passacaglia, il Passapied, la Gavotta eccetera.A partire da Lulli, all'epoca di Colasse e di Mouret, se ne trovano in partiture musicali; Diderot, nel 1759, la menziona e la paragona di già ad una danza passata di moda.Al nome di Canaria sono state date varie interpretazioni; chi dice che la Canana prese il nome da coloro che ebbero a danzare per primi tale figura, tutta una mossa, facendo anche a meno della musica.Altra versione è che fosse stata importata dalle isole atlantiche; alcuni scrissero che il nome della danza deriva da quello delle isole Canarie, mentre altri spiegarono questo nome attribuendolo ad una mascherata, da un intermezzo o da una entrata di balletto dove i danzatori erano acconciati come i nativi selvaggi delle Canarie.La prima ipotesi è poco attendibile, ma le altre sono sicuramente pressocché il vero. Le figure di questa danza sono sicuramente straniere.I gruppi si allontanano e si avvicinano facendo dei passi tutti impostati in fuori (en dehors).Con grande sicurezza si può ammettere che in un ballo di Corte, primadi Cambert e Lulli, danzatori con dei copricapi di piume coperti d'orpelli e chincaglierie furono visti animare passi e movimenti selvaggi e che questa danza fu detta aria delle Canarie.Come aria di danza la Canaria non èche una specie di Giga un po' lenta, senza l'andatura e la struttura coreografica del mondo africano che si conosceva in quell'epoca.


LA CHACONNE (CIACQNA O CIACCONA)

sul tipo della passacaglia, pezzo strumentale sopra un basso continuo di otto battute in 3/4, movimento lento seguito da variazioni. Ciaccona, Sarabanda e Passacaglia si trovano nei mottetti del 12° e 13° secolo e nelle composizioni spagnole per liuto.
Molti musicisti composero Ciaccone per strumenti; Frescobaldi ne scrisse molte per organo nel 1614.Esistono due modi di scrivere il nome di questa danza, con una o due c. Indubbiamente, secondo le regole etimologiche, dobbiamo a mio avviso scriverla con una sola c.
Il nome di questa danza, infatti, è stato preso dall'italiano "Ciacona" da Cecone, Cieco, "aria del cieco".Il Dizionario della danza e molti altri testi, vogliono che questi movimenti ritmici fossero inventati da un cieco per un cieco, ma questa è un'interpretazione poco plausibile.Castil-Blaze lo spiega meglio: "Lo svolgersi della Ciacona è interminabile come la canzone di un cieco".
In effetti ciascuna aria di danza non è così lunga come la Ciacona.
All'Opera di Parigi, nel XVIII secolo le opere non potevano finire se non con una Ciacona, per la ragione che i lavori dovevano terminare ordinariamente con una festa generale.
Questa danza di grandi dimensioni dava ai maestri e ai coreografi l'occasione d'organizzare, d'inventare una infinità di differenti passi in gruppi o in assolo.Al Vestris dobbiamo la Ciacona di Ifiginia in Aulide che Gluck scrisse su espressa richiesta del coreografo per servire da quadro a Lutte pour la Danse.Quest'ariia è pressocché composta a tre tempi con movimento assai veloce. Fu Flouquet il primo che compose una Ciacona a tempo binario per il balletto "L 'Unione dell'Amore e delle Arti" (1733) che è restata celebre nel tempo.



LA CORRENTE


La Corrente (il nome di questa danza lo si fà derivare da "courir"), era una danza di carattere nobile e grave, un'aria di nobiltà, forse più delle altre danze, e perciò adottata a preferenza nei saloni e nei ricevimenti della corte e dell'alta società.Essa si ballava sopra una misura binaria, ed era una delle più antiche danze figurate.
Nel secolo XVII ebbe molta voga: Luigi XIV la preferiva a tutte le altre danze, e nella sua corte la ballava meglio di altri, mostrandovisj perfetto cavaliere in coppia con Ma-dame de Sevigné.La Corrente fu considerata come una danza che si doveva ballare bene perché i suoi movimenti erano tali da conferire una grande facilità a ben eseguire le altre danze.La musica della Corrente era in movimento temano con due riprese. Sono celebri le Correnti di Frescobaldi, di Corelli, di Bach, di Bassani e di Rameau.In Francia si conservano parecchie Correnti eseguite dinanzi ad Enrico Il e ad Enrico III.


LA FURLANA


nome di questa danza deriva da Fomm = Uli e da For (Lad).Questa danza viene dal "Fniorel" (Friuli) dove gli abitanti hanno nome Forlani.I coreografi francesi l'hanno importata da Venezia dove era molto usata soprattutto tra i gondolieri.
Nelle vecchie partiture, la Forlana è scritta in sei quarti. Malgrado questo arcaismo (che dicono non più in uso) si dice che venisse eseguita in sei ottavi (la danza di cui ci stiamo occupando è restata la più giovane, grazie alla sua andatura veloce, può essere un po' popolare ma, in tutti i casi, è d'una gaiezza spumeggiante.
Abbiamo rilevato con stupore che la Furlana de La Reine des Paris (Aubert 1725) ha dei grandi tratti somiglianti ad una aria inglese molto popolare che abbiamo trovato consultando a Londra il trattato di Sir Roger Caverly.Come è possibile spiegare queste similitudini?Questa danza era conosciuta in tutta Europa fin dal principio del XVIII secolo; sembra che già esistesse prima di quel periodo.
Alcune Furlane sono già in edizioni musicali prima di quel periodo, esattamente nel XVI secolo.
A Venezia, nel 1609, furono viste da un cronista francese nei balli pubblici ove "Au son d'un violon et d'un cistre, se dansent les gaillardes et passameites et autres danses comme la fourlane".Tra le gagliarde e i passemezzi le danze più eseguite erano le furlane, cioè le danze alla maniera della gente del Friuli. È però utile ricordare che la gente del Friuli era gente del Nord veneziano e che questi montanari danzavano la furlana nei giorni delle fe~st1vità ma~soprattutto durante il carnevale.Alla fine del secolo, un altro viaggiatore francese così descrive la furlana veduta a Venezia: la più graziosa fra le danze è la furlana.
Essa si fa a due o a quattro persone in un numero pari di uomini e di donne che girando in tondo saltano e scuotendo i piedi con rapidità e leggerezza meravigliosa si accostano una davanti all'altra rotando sempre nello stesso senso prendendosi talvolta con le braccia e intrecciandosi e talvolta portando le braccia sopra la testa.Tale descrizione trova conferma nei grafici dei trattati di danza dell'epoca. In forma tipica la furlana dal principio alla fine del 600 è la danza più in voga, che più tardi divenne la "Polka".
Campra, dunque la introdusse nelle Fétes Venitiennes, La Barre anch'egli nelle sue Venitiennes del 1705 e Rameau nel Gibarites del 1757, Couperin nei Concerts.Ultime tracce della furlana si trovano nel programma di un gran ballo dato a Udine in occasione dell'entrata delle truppe francesi nel 1787.La furlana alterna una battuta in sei ottavi con una in tre quarti.Questa danza ebbe un ritorno nel nostro secolo, ma per poco: papa Pio X nel 1914 consigliò un ritorno alla furlana per combattere la diffusione peccaminosa del tango.


LA GAVOTTA


La Gavotta data da un'epoca anteriore al regno di Luigi XV e fu in voga dal secolo XVI fino alla Restaurazione.
Di tutte le antiche danze fu quella che ebbe esistenza più lunga. Essa vide gli avvenimenti di oltre tre secoli: la notte di 5. Bartolomeo, l'editto di Nantes, gli Stati Generali, la Convenzione, l'Impero e il ritorno dei Borboni.Alla sua origine, la Gavotta era una specie di Branle "auquel, dice Thoinot-Arbeau, il ne fault point enlever en l'air il fault la baiser, en f aisant soubz mesure binarie plusieurs petits sault".
Il passo di questa danza differiva totalmente da quello usato in epoche posteriori in cui essa subì delle variazioni nei particolari, sottostando all'influenza del tempo e della moda.
I ballerini si tenevano in linea o in circolo; dopo alcuni passi fatti simultaneamente un cavaliere e una dama si staccavano dagli altri ballando da soli, si abbracciavano, poscia la dama andava ad abbracciare tutti i cavalieri e il cavaliere tutte le dame; ogni coppia a sua volta lasciava il posto e faceva come la prima: "Des l'instant qu'il y avait baisers donnés et recus, osserva acutamente il Celler, cette danse avait chance de trouver des amate u r s".Altra versione della Gavotta trovata jn un opuscolo del Settecento dice: "In questa danza ci si affaccia donando un mazzolino di fiori o un fiocco". Questa danza è stata in origine una derivazione del Branle.
La voce del Dizionario della danza commenta e descrive questa figura: "il Branle è una danza che permette di passare a tutti i balli, ovvero più persone danzano in cerchio tenendosi per mano donandosi delle oscillazioni continuate e concertate, avendo dei passi convenientemente adeguati".
Le arie secondo il caso e la situazione accompagnavano movenze di guancia a guancia.Mentre dapprima la eadenza del passo seguiva rigorosamente la musica, sotto Luigi XIV, in seguito la Gavotta si ballava controtempo e si divideva in tre ritmi: leggero, tenero e ordinano. Il primo era quasi sempre impiegato nella cosiddetta "Gavotta tenera", dopo il primo motivo e prima della ripresa.
La cadenza dei passi era assai difficile a regolare: essa esigeva una grande bravura, a cagione della grandissima varietà dei passi. Sotto il regno di Luigi XV la Gavotta fu meno in voga presso i privati perché quasi sempre impiegata sul palcoscenico come danza d'azione. Troviamo delle Gavotte nel Balletto del Re composto da Lulli per la Corte, di Gluck e di Méhul (Le Jugement de Paris) 1794.Sotto Luigi XVI codesta danza ritornò in grandissimo favore alla corte e in società; è noto che Maria Antonietta ballava la Gavotta e il Minuetto con inimit abile perfezione.La Gavotta ovunque ha messo in rilievo sia le delizie della vita di Corte di Francia che della Convenzione, (si dice che cominciassero a dettarne le regole in mezzo ai rottami del vecchio regime).
Da quest'epoca la Gavotta riprese voga insieme ad alcune altre danze riservate agli amatori, ma dal periodo del Consolato napoleonico in poi essa ricevette un'importante modifica.
Secondo il Littré l'aria su cui si ballava la Gavotta era a due tempi e un movimento moderato e grazioso, sovente gaio, a volte tenero e grave; divisa in due riprese ciascuna delle quali cominciava col secondo tempo e finiva sul primo, segnando le frasi e le pause di due in due misure.
La Gavotta, originaria, sembra, del paese di Gap (il nome è tratto da quello degli abitanti della regione "Gavots") nel Delfinato. Al tempo di Lulli era prediletta dai compositori di Conte.

Fece parte della suite, seguita da una seconda Gavotta, come trio; nell'ordine dei pezzi veniva dopo la Sarabanda. Introdotta molto presto nella musica strumentale, conservò il suo carattere di danza; nel XVII secolo fu diffusa in tutta l'Europa.


il MINUETTO

Il minuetto era considerato dai nostri padri come l'espressione più gentile della più elegante fra le danze. Esso era ritenuto un completamento indispensabile dell'educazione, poiché quando una persona sapeva ballare bene il minuetto, acquistava grazia in qualsiasi cosa egli facesse. Certamente per ballano bene era mestieri applicarvisi. (Dice J.J. Rousseau: "je n' ai jamais appris à danser un menuet").
Il carattere di cotesta danza grave, figurata è di una elegante e nobile semplicità: il movimento è piuttosto moderato; certo è il meno vivace di tutti i generi di danza.Il minuetto, così denominato a cagione dei piccoli passi che si facevano per ballarlo (pas menus), lo si ritiene originario del Poitou.
Alcuni pretendono che ne sia l'inventore il fiorentino G.B. Lulli, e che Luigi XIV abbia ballato per primo codesto minuetto a Versailles; certo è che nel 1633 Luigi XIV ballava un minuetto di cui la musica era stata composta per lui dal Lulli.Codesta elegante e nobile danza divenne celebre durante il secolo XVII e XVIII nel quale essa tenne il primo posto.Un autore del principio del XVIII secolo scrive che la vista di una bella dama che danzava il minuetto, per la semplicità, per la nobiltà, per la grazia delle posizioni bastava a far girare tutte le teste.Il minuetto fu reso più facile ad eseguirsi dai ballerini novizi, grazie al Pécourt, artista celebre dell'Opera (Pécourt debuttò nel 1674 e morì nel 1729).
Egli ridusse le posizioni della figura à due movimenti, il minuetto divenne la danza abituale e indispensabile per ogni giovane ben educato. Come i branles, la corrente, la gavotta, il minuetto era eseguito tanto alla Corte quanto in teatro, tanto nei balli ordinari quanto in quelli in maschera.
Questa danza come tante altre andò in disuso, passando allo stato di danza classica.Come tutte le danze, il Minuetto ha avuto origine popolaresca ed è soltanto dopo lunga evoluzione che si è idealizzato ed è passato nella creazione d'arte. Ciò spiega la differenza e la pluralità e varietà dei caratteri nel suo movimento: lento, moderato, grazioso, allegretto, vigoroso e pesante.
Si trova frequentemente nelle suites e nei divertissements del Sei-Settecento.
Entrato a far parte della sonata e della sinfonia sin dal loro apparire, è in genere il terzo dei quattro movimenti, sostituito poi da Beethoven con lo scherzo. In tempo di 3/4 con un tempo in levare facoltativo, composto di due sezioni, è quasi sempre seguito da un minuetto Il o trio.
Esso apparve verso il 1650 ed ebbe gran voga in Francia alla corte di Luigi XIV, soprattutto per merito di Lulli che lo introdusse in opere e balletti. In origine era una danza solistica, in seguito venne danzato in coppia o più coppie. In tempo temano, di movimento sempre più rapido sino a stabilizzarsi nella metà del Settecento in allegro moderato.In tutte le partiture troviamo una grande quantità di minuetti e di gavotte; solo che il minuetto ha resistito alla moda per lungo tempo fra tutte le danze della sua epoca.
L'abate Brossard sostiene che questa danza venisse dal Poitou. Certo è che nel XVIII secolo il minuetto venne considerato la danza per eccellenza e sotto Luigi XIV possiamo considerarlo come la danza nazionale di corte.


LA PASSACAGLIA


originale di danza in 3/4, italiana o spagnola, affine alla Ciaccona, di etimologia incerta. Come forma musicale essa ha le sue caratteristiche nell'essere costruita sopra un basso fondamentale, costituito da un breve tema da due a otto misure.Ne scrissero frequentemente i compositori per organo e clavicembalo del secolo XVII e XVIII, i quali vi espressero e sperimentarono la loro abilità di contrappuntisti, complicandone la struttura.Dalla Ciaccona si distingue soprattutto per contenere il tema invariabilmente nel basso. Si ricordano quelle di Buxtehude, di Bach, di Couperin, di Frescobaldi e di Haendel. Tra i moderni, un esempio ragguardevole di Passacaglia sinfonica appare nell'ultimo tempo della Quarta sinfonia di Brahms.Dalla nota inserita alla fine di un lavoro di Despreaux, marito di Madame Guimard e autore di un poema didattico intitolato "L'Art de la Danse", apprendiamo che la parola Passacaglia indica un'aria lenta a tre tempi, (fine del secolo XVIII). Lo stesso Gluck ne ha composte, osservandone attentamente il ritmo e la misura. A questo proposito possiamo citare come esempio il coro del primo atto dell' Orfeo.Nei balletti della seconda metà del secolo XVIII, troviamo ancora qualche Passacaglia, come pure nelle arie di Dauvergne, di Ravel, di Francoeur e li Garnier.
(un esempio su un sito esterno: http://www.youtube.com/watch?v=THiStujzGTU)


IL PASSAPIED


Il Passapied è musicalmente affine al Minuetto, con tempo molto vivace senza averne né l'eleganza né la raffinatezza.Il Passapied ha sicuramente qualche rapporto con la Courante.Prima Noverre, e in seguito il Despreaux coreografarono molti Passapied.Si dice che Madame Prevost esprimesse, nelle sue esecuzioni del Passapied, una raffinatezza e una grazia senza eguali.Le notizie sui Passapied d'ogni sorta le abbiamo apprese da un piccolo libro assai raro scritto in spagnolo e pubblicato a Napoli (1745) dal titolo Regole utili per studenti, amatori e cultori della danza.In esso è scritto che nel secolo XVIII erano in voga il vecchio Passapied (El viejo passapied), il Dragon, il Passapied de Triomphes, de los inamorados, de Pascualin.
Il Vecchio Passapied e il Dragon sono i più recenti di provenienza italiana e malgrado tutte le etichette e le dicerie discordanti fra loro, le figure sono rimaste presso a poco le medesime, che poi sono quelle di un minuetto molto veloce.
Il Passapied è un'antica danza (3/4 o 3/8) di origine francese (Bassa Bretagna).Fu introdotta nei balletti sotto Luigi XIV e fu spesso inclusa nelle Suites strumentali, fra la Sarabanda e la GLga come intermezzo, cioè come pezzo occasionale. Una lettera di Madame de Sevigné del 24 luglio 1689 ci descrive un passapied, e parlando delfiglio del Sénéchal de' Rennes conclude: "Il dance surtout passapied avec sa femme d'une perfection, d'un agrément qui ne se peut représenter...".Il Passamezzo (pass'e mezzo) è un'antica danza italiana, probabilmente affine alla Passacaglia, di cui era meno solenne e più mossa.
Indicazioni sul modo di danzarla si trovano nel Ballarino e in Nobiltà di Dame del Caroso.Come possiamo notare, le versioni che ci vengono fornite dai vecchi trattati sono discordanti, ma possiamo con certezza dire che il Caroso (senza ombra di dubbio) metta le cose nella giusta data storica e nella giusta atttibuzione d'origine.


LA PAVANA

Dopo Caterina dei Medici, la Pavana ebbe la funzione di collegare tra di loro ah~une danze quali l'Antiquaille, le Tricolet, la Bacone, la Morisque e il Branle.Questa danza grave del secolo XVI ècerto una delle più antiche fra quelle classificate col nome di danze nobili. Essa infatti fin dalla sua origine venne eseguita nelle corti principesche, nei corteggi signorili, in tutte le occasioni solenni.La Pavana ebbe probabilmente due origini; qualche storiografo la vuole far venire dalla Spagna, altri sostengono che la prima esecuzione ebbe luogo a Padova donde il nome di Paduana e poi Pavana.Thoinot-Arbeau ci lasciò la scrittura della Pavana nella preziosa Orchesografie. Dal canzoniere di Langres noi apprendiamo che esistono altre due Pavane: la Pavana ordinaria e la Pàvana de Espagna.La Pavana fu una danza piena di nobiltà e di maestosità che si meritò il nome di "grand bal".
I gentiluomini la danzavano con la testa coperta, con la cappa e la spada, le genti di giustizia con le lunghe vesti, i principi con i loro grandi mantelli e così pure le dame, per la Pavana, abbassarono le loro lunghe gonne a strascico.Altro significato etimologico del nome di Pavana viene dallo scritto: "I cavalieri arrotondavano le braccia sulla cappa e appoggiando le mani sulla guardia della loro spada facevano sollevare il mantello per il didietro cercando di fare la riproduzione della tuo-ta del pavone. La Pavana divenne, per quel tempo, la danza nazionale degli spagnoli sino al punto che quando si doveva celebrare o festeggiare una ricorrenza nazionale o religiosa essa veniva eseguita persino nelle chiese oltreché a Corte.Scrive Castil Blaze, che dal 1810 al 1813 nel giorno di tutti i Santi, a Siviglia, dodici giovani danzavano la Pavana dentro le chiese davanti al SS. Sacramento; dopo quattro ore altri dodici danzatori si alternavano ai primi e così via.
Queste danze venivano prolungate per tutta la durata dell'esposizione dell'Ostia Sacra.La Pavana de Espagna, si ballava sopra una misura assai lenta,coni costumi spagnoli e colla spada al fianco. Sembra essere stata la danza favorita dei balli del tetro palazzo dell'Escuriale, dove il riso e la giocondità venivano soffocati da una corte grave e compassata, sinistro riflesso dell'orgoglio castigliano, strano contrasto colla spigliata gaiezza dei costumi del popolo iberico.La Pavana era improntata a grande nobiltà e maesta.Fu in seguito introdotta nella corte di Francia, ed ebbe a subire delle modifiche che ne moderarono alquanto la solenne gravità. Alla corte di Francia si introdusse anche l'accompagnamento del tamburello.Questo accompagnamento, sempre il medesimo (una lunga sul tempo forte, due brevi sul tempo in levare), faceva contrasto per la sua persistenza ritmica col canto della Pavana che poteva variare senza che il tamburello mutasse il suo accompagnamento vi furono introdotti "parecchi o più tondi di piede, dei passaggi, delle infiorettature, dei tagli di piede per moderare la triste gravità della danza. Vero è che sotto l'influenza spagnola essa riprese il suo primo carattere, e prima di andare in disuso essa fu tenuta in grande onore alla corte di Luigi XIV.
Il fratello di Castil Blaze, prete lui medesimo, dice aver visto esempi di coreografia religiosa senza uguali eseguiti in varie città della Spagna.
Questa usanza passò poi anche nel Messico che in quel tempo faceva parte dell'Impero spagnolo.
In Francia, pare che questa usanza non fosse diffusa salvo che in alcune feste religiose, nella città di Autun e nella festa detta della "Madre Pazza".La Pavana, diffusa come danza di cerimonia, è di andamento lento e ritmo binario ed è articolata in tre sezioni nettamente distinte ciascuna delle quali viene ripetuta.Se ne hanno numerosi esempi nelle composizioni strumentali del XVI -XVII secolo. Di solito veniva seguita da una Gagliarda.Più tardi nella Suite, queste due danze vennero sostituite dalla Sarabanda e dalla Giga.Dalla Pavana derivò in parte la Canzone, che diede origine verso la fine del XVIII secolo al largo iniziale della Ouverture francese.In epoca moderna ha trovato la sua massima realizzazione nella composizione di Maurice Ravel (Pavane pour une Infante defuncte).


SARABANDA


Oltre alla Pavana, la Spagna ci ha dato un'altra danza, la Sarabanda, aria tre tempi, di carattere sempre grave, lenta e di austera dignità.Auber, nel secondo atto del suo Diamanti della Corona ha scritto una grave Sarabanda piena di colore locale, molto modernizzata rispetto a quella della sua epoca.La Sarabanda, in tempo 2/2 o 2/4, secondo altri autori, sarebbe di antichissima origine moresca.Quanto all'etimologia del nome c'è chi la trova in quello del primo ballerino che l'avrebbe danzata (Zarabanda); altri nel nome di più antiche danze turche o persiane.Come la Pavana, la Sarabanda fu reputata aria religiosa. Particolare curioso che riguarda la nostra storia: durante le feste religiose, davanti alle processioni nel 1688 a Milano, i soldati spagnoli danzavano la Sarabanda.QuQesta danza, in Francia, la troviamo in tutto il repertorio del XVIII secolo: nei Trionfi d'Amore, nelle Feste Greche e Romane, in Creso, nel Trionfo dell'Armonia, in Medea e Giasone, Europa Galante e le Sorprese dell'Amore eccetera.Ninon de Lenclos fu una virtuosa della Sarabanda; all'epoca quest'aria fu scritta pressappoco nota per nota con le castagnette o nacchere obbligate. Si dice che le cortigiane più famose o più in vista, nell'eseguire passi di Sarabanda si piegassero all'indietro in modo di acquisire una grazia incantatrice.La Sarabanda fece parte della suite strumentale, della quale costituì il tempo lento, posto prima della giga finale. Il ritmo della Sarabanda è caratterizzato dal secondo quarto puntato. Fu intorno al 1600 che la Sarabanda entrò nella suite strumentale acquistando gradualmente un andamento grave e solenne.Se ne trovano esempi nella produzione italiana (Bononcini, Corelli) in quella francese e tedesca per strumenti da tasto (Couperin, Bach) e altri esempi s'incontrano nella produzione strumentale europea sino al primo Novecento.Nota curiosa che troviamo in un dizionario musicale di vecchia pubblicazione in contrasto con quanto abbiamo scritto sopra: "La Sarabanda per estensione, movimento vorticoso di persone, in ritmo vivace é di carattere sfrenato e lascivo, e come tale è condannata dalle leggi".
(un esempio su un sito esterno : http://www.youtube.com/watch?v=nAnzbIOCjwo)


TAMBOURIN


È il nome di un tamburo in uso in Provenza, alto e di piccolo diametro, suonato insieme al Galaubet, specie di ciarifletto.È pure il nome di un'antica danza provenzale, in 2/4, vivace e allegra. Si trova come tempo intermedio di alcune suites istrumentate da Rameau e dai contemporanei.


VOLTA


Antica danza in tempo temano a movimento vivace, forse derivata dalla Gagliarda, danzata a coppie e caratterizzata dal fatto che il ballerino doveva ad un certo punto far volteggiare la dama, sollevandola da terra e riponendovela velocemente per non perdere il ritmo.Fu in voga nel secolo XVI e XVII in Italia e in Francia (soprattutto in Provenza) in seguito anche in Germania e in Inghilterra.Il nome Volta indica l'origine e il carattere della danza.Sembra fosse importata dai paesi transalpini ma fu anche denominata "la Romanesca" (da Roma, non Romana). La Gagliarda e la Volta furono bene appropriate al gusto dell'epoca rinascimentale addicendosi alle parti galanti e guerriere. Non potevano essere danzate che da cavalieri agili e vigorosi, perché richiedevano una forza straordinaria per eseguire completamente le regole di questa coreografia muscolare "qui l'uomo fa girare più volte la dama e poi lui deve fare un salto e una cabriole in aria".La Volta non brillava per la sua decenza. Era in uso alla Corte di Francia, nelle sue feste caratterizzate da una certa licenziosità, essendo frequentate da cortigiani e cortigiane. Marguerite de France è stata una "volteuse" di molta rinomanza. Del resto ella eccelleva in tutte le danze del suo tempo, la Pavana, il Branle, la Courante e l'Allemanda. Testimonia il Dùca d'Anjou riferendosi a questa danza: "Henri III si prese una forte passione per Maria de Clèves durante l'esecuzione d'una Volta ove si distinsero tutti e due con molto successo".In Inghilterra la Volta costituiva già prima del 1600 una parte stabile delle lezioni di danza, come appare nell'Enrico V di Shakespeare. Fu la danza preferita di Elisabetta I d'Inghilterra.In Germania è documentata da alcune incisioni del 1538 di H. Aldegrever. Probabilmente diede origine al Valzer.

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